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L’intervista: Giovanni Casinghini, storico sindacalista arcisatese

Il contributo di pensiero e di lavoro di Giovanni Casinghini verso il mondo del Sindacato e quindi dei Lavoratori è sempre rivolto all’attenzione e solidarietà attraverso il rispetto di quanto espresso nella nostra Costituzione. Giovanni Casinghini ha spesso anticipato le sconfitte ed i successi che coinvolgevano il mondo dei Lavoratori.

Abbiamo incontrato Giovanni il quale pensava che volessimo preparare un necrologio, ma quando abbiamo chiesto di affrontare una discussione sul passato, presente e futuro del mondo del lavoro si è addolcito (dolcezza che non si è capace di cogliere se non si conosce bene Giovanni Casinghini; è come un fico d’india, spinoso all’esterno e dolce all’interno). Abbiamo effettuato una carrellata di ricordi e di proposte sull’attualità da conservare sulle pagine de “La Zanzara” a disposizione dei Cittadini arcisatesi circa l’attività sindacale di Giovanni Casinghini.

È stato inutile chiedere quando ha iniziato a far politica e descriverci il percorso della sua attività; dovevamo prevedere la sua risposta: “Sono nato per fare politica sindacale.”

A tal riguardo diremmo che non si è ancora fermato: consigliere comunale ad Arcisate, rappresentato sindacale CGIL a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, e nel contempo lavoratore autoferrotranviere.

Un lungo percorso sindacale spinge Giovanni a citare Gramsci: “Nulla è perduto se rimane intatta la coscienza e la fede e nulla è perduto se i corpi si arrendono ma non gli animi”.

Alla richiesta: ci sono rimpianti?

“Nessun rimpianto, ma l’orgoglio di aver mantenuto costante il rapporto operativo con la società lavorativa attraverso la solidarietà e le numerose lotte sindacali, non violente, sui diritti e doveri per ottenere una società migliore.”

Giovanni ricorda ancora quando negli anni ‘70 il suo operato sindacale nei trasporti era di coinvolgimento con tutti i settori lavorativi. Il problema di una classe era il problema di tutti. Oggi ciò è carente, trionfa l’individualismo e scarso senso di umanità, l’altruismo si sta spegnendo, i lavoratori si spaccano, i disoccupati rimangono isolati. Lo sforzo del Sindacato, e non solo, deve essere rivolto alla solidarietà ed alla conoscenza.

A proposito di conoscenza chiediamo: cosa necessita?

“Ci vuole uno sconvolgimento epocale che metta al primo posto la Scuola, quindi la conoscenza affinché ogni diritto, ogni dovere, ed ogni azione pubblica e/o privata necessiti di progetti che prendano in considerazione il territorio, le conoscenza e le esigenze dello stesso, lo sviluppo e quali forze interessate all’attuazione dei progetti. La Scuola dopo la Famiglia ha una grande responsabilità”. Giovanni cita Augias quando sottolinea “povertà educativa”. “Bisogna superare la stessa assieme alla povertà del vivere quotidiano di tanti Cittadini.”

Potremmo continuare a discutere per ore con Giovanni, ma questo incontro non deve essere una amarcord. Abbiamo voluto incontrarlo perché è un altro Cittadino arcisatese che ha sempre operato per la crescita di Arcisate.

Dalla discussione, come si può ben notare, emergono messaggi di solidarietà, diritti, doveri, progettualità e fiducia verso le forze che operano per il bene della Società.

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